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Ultime 10 FAQ inserite
`satellitare`
La qualità della tv via satellite è migliore di quella della tv terrestre?

Sì, senza dubbio. Nel caso della tv analogica, il segnale che arriva dai satelliti non subisce le interferenze tipiche della tradizionale trasmissione terrestre. Le antenne terrestri possono ricevere segnali provenienti da trasmettitori diversi, che spesso si disturbano a vicenda, generando immagini doppie, disturbi, perdite di colore ed altri spiacevoli effetti. La parabola invece è estremamente selettiva: riceve solo il segnale trasmesso dal satellite verso la quale è puntata, un segnale che, se ricevuto in modo ottimale, appare privo di qualsiasi disturbo o interferenza. I segnali, inoltre, sono modulati in frequenza (anzichè in ampiezza, come nelle trasmissioni terrestri), per offrire immagini di altissimo livello di definizione e dettaglio. Vi è praticamente la stessa differenza qualitativa che c'è tra una radio trasmessa in onde medie ed una trasmessa in FM.


Perchè anche la qualità audio è nettamente migliore?

Perchè viene trasmesso con dei sistemi più avanzati e con segnali "discreti" (il canale destro e quello sinistro viaggiano su portanti indipendenti l'una dall'altra). La maggior parte dei canali televisivi via satellite trasmette con audio stereofonico di altissima qualit?, degno dei migliori impianti hi fi, caratterizzato da un bassissimo livello di rumore. In alcuni casi, l'audio è addirittura digitale, con la stessa qualità di un compact disc.



Se installo una parabola posso fare a meno dell'antenna terrestre?

No. La parabola, e quindi l?impianto di ricezione via satellite, ? in grado di ricevere solo i segnali trasmessi dai satelliti. Ovviamente molte tv locali non trasmettono ancora via satellite, ma sfruttano i ripetitori terrestri. Per poterle ricevere, quindi, sar? comunque necessaria la vecchia antenna terrestre.


Quali componenti servono per ricevere la tv via satellite?

E? necessario un impianto composto da vari elementi. Il pi? evidente ? la parabola: un disco di alluminio o di materiale sintetico che capta i segnali provenienti dai satelliti e li riflette, concentrandoli, sul convertitore (detto anche LNB, ovvero Low Noise Block converter, blocco di conversione a basso rumore). Questo secondo elemento si occupa di amplificare il segnale ricevuto e di convertirlo ad una frequenza pi? bassa, in modo tale da poterlo trasferire, attraverso un cavo, al ricevitore. Il ricevitore ? l?apparecchio che, collegato al televisore, vi consentir? di sintonizzare e memorizzare, con il suo telecomando, i diversi canali ricevuti e di visualizzarli sulla tv o di trasferirli ad un videoregistratore.



Che differenza c'è tra un impianto fisso e un motorizzato?

L?impianto fisso pu? essere puntato su una sola posizione satellitare. Alcuni operatori, come Astra e Eutelsat, dispongono di flotte di satelliti posizionati su una stessa posizione orbitale, a poca distanza l?uno dall?altro. La flotta Hot Bird di Eutelsat, ad esempio, ? composta attualmente da 5 satelliti collocati-locati sui 13 gradi Est, che vengono "visti" dalla parabola come un solo satellite, consentendo la ricezione di centinaia di canali con un sistema a puntamento fisso. Un impianto motorizzato consente invece di spostare la parabola, direttamente dal telecomando, in modo da poter puntare tutti i satelliti visibili. Esistono anche altre alternative, come i sistemi Dual Feed (in grado di ricevere due posizioni satellitari differenti con una stessa parabola a puntamento fisso, ad esempio Astra ed Eutelsat) e le motorizzazioni lineari (in grado di spostare la parabola su un arco pi? limitato, rispetto ai sistemi motorizzati completi, ma capaci di ricevere circa 8 diverse posizioni satellitari).


Come si ricevono i satelliti in movimento on una antenna fissa?

I satelliti per le telecomunicazioni appartengono alla categoria dei "satelliti geostazionari": questo significa che il loro movimento segue, con estrema precisione, la rotazione del nostro pianeta. Posizionati a 36.000 chilometri di altezza, i satelliti geostazionari si muovono alla stessa velocit? della Terra, rispetto alla quale, quindi, appaiono fissi.


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In che fascia di prezzo si posiziona un impianto fisso?

Dipende dalla dimensione della parabola e dalla qualit? dei diversi componenti. In media, i prezzi per un kit completo (parabola da 85 cm. di diametro, convertitore e ricevitore analogico stereo) vanno dalle 250.000 lire (per i modelli pi? semplici) alle 900.000 lire (per i sistemi pi? complessi, dotati magari di ricevitore con decodificatore integrato o di altri optional).


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Quanto costa, invece, un impianto motorizzato?
Anche in questo caso, i prezzi oscillano a seconda della configurazione e del tipo di motorizzazione. Per gli impianti motorizzati tradizionali, al prezzo della parabola va aggiunto il costo di alcuni accessori supplementari, come il montaggio polare (un tipo di montante che consente al disco di seguire, nel suo movimento, l?andamento ad arco della fascia d?orizzonte sulla quale sono collocati i satelliti), l?attuatore (il braccio meccanico che spinge materialmente la parabola, spostandola da una posizione all?altra) e del ricevitore con posizionatore integrato. La cifra da spendere, in questo caso, oscilla dalle 700.000 lire ad oltre 2 milioni.


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E' possibile trasformare un impianto fisso in un sistema motorizzato?
Sì. Per non spendere cifre esorbitanti, si possono utilizzare, in questo caso, i sistemi di motorizzazione più economici (come i motori lineari) che si adattano facilmente alle parabole di piccole dimensioni (fino a 100 cm. di diametro). In questo caso, la spesa supplementare va dalle 300.000 alle 600.000 lire.


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Quanti canali in più si possono ricevere con un motorizzato?
Questo dipende da vari fattori, come la dimensione della parabola, l?escursione che questa riesce a compiere, e la visibilit? dell?orizzonte alle estremit? dell?arco. Anche se la maggior parte delle emittenti europee ? concentrata sui satelliti Astra e Hot Bird, esistono decine di altri canali diffusi da operatori differenti, oltre a segnali "di servizio" che sfruttano le capacit? dei diversi satelliti intercontinentali. Con un impianto motorizzato di buona qualit?, ? possibile arrivare a ricevere diverse centinaia di canali.


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Di che dimensione deve essere l'antenna parabolica?
Dipende dalla localit? nella quale si intende installare l?impianto e dal satellite (o dai satelliti) che si desidera ricevere. Il fascio di copertura della maggior parte dei satelliti europei ? puntato verso le zone centrali del continente. Man mano che ci si sposta verso le zone pi? esterne, il segnale si fa pi? debole, ed ? pertanto necessaria una parabola di dimensioni maggiori. Per fare un esempio, per ricevere i satelliti Astra in Italia sono necessarie parabole da 60-80 cm. di diametro al Nord, 90-120 cm. al Centro e 150-180 cm. al Sud della penisola. I satelliti delle generazioni pi? recenti (come gli Hot Bird di Eutelsat) offrono una copertura pi? uniforme di tutto il continente, garantendo un buon livello di ricezione con una parabola da 75 cm. su tutto il territorio nazionale. Altri satelliti illuminano, con il loro segnale, solo una zona limitata del continente (come i Thor norvegesi, il cui fascio di copertura ? concentrato sulla penisola scandinava). In questo caso, una parabola da almeno 180 cm. di diametro ? essenziale.


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Posso montarmi l'impianto da solo?
Anche se l'installazione di un sistema di ricezione via satellite non è molto difficile (almeno per i sistemi a puntamento fisso), è preferibile ad un tecnico specializzato, abilitato al rilascio della necessaria certificazione specificata dalle legge 46/90 (sicurezza degli apparati radioelettrici). I sistemi motorizzati sono decisamente più complessi, in quanto richiedono delle procedure di installazione, puntamento ed ottimizzazione estremamente delicati.

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Posso utilizzare il mio balcone per installare la parabola?
Sì, a patto di avere l'orizzonte verso Sud sgombro da ostacoli. La parabola deve avere la possibilità di "vedere" il satellite, che è collocato sulla fascia equatoriale a 36.000 chilometri di altezza. Sulla traiettoria della parabola non devono quindi esserci alberi, palazzi o altri elementi che possano oscurare la visibilità.


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Posso utilizzare il terrazzo condominiale, in alternativa?
Sì, senza problemi: la legge italiana sancisce il diritto individuale di installare "aerei atti alla ricezione di trasmissioni radiotelevisive" sugli spazi comuni del proprio condominio. Le parabole, in questo, sono equiparate alle comuni antenne terrestri.


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L'amministrazione di condominio può vietarmi la parabola?
No, a meno che tale divieto non sia espressamente inserito in un regolamento condominiale di tipo contrattuale (firmato ed accettato all'atto dell'acquisto dell'appartamento). Il diritto di installare un'antenna è sancito dalla Costituzione Italiana ed è stato più volte ribadito sia nella legislazione ordinaria che in varie sentenze della Corte di Cassazione.

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Posso montare una parabola all?interno di un?abitazione?
No. Seppure sia possibile, a patto di avere comunque la visibilit? dell?orizzonte verso Sud attraverso una finestra, bisogna tenere presenti alcune controindicazioni. Al di l? di quelle pratiche (una parabola ? pur sempre un oggetto di dimensioni rilevanti), vi sono ragioni tecniche: per fare un esempio, il vetro delle finestre contiene una certa percentuale di piombo, elemento che attenuerebbe notevolmente il livello di segnale ricevibile.

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Devo cambiare il televisore per ricevere la tv via satellite?
No, qualsiasi televisore pu? essere collegato ad un ricevitore sat. Per poter apprezzare appieno la differenza qualitativa con la tv tradizionale, ? comunque consigliabile collegare il ricevitore al televisore attraverso la presa Scart (un connettore standard presente su tutti i televisori da una decina di anni a questa parte). In alternativa, se il vostro televisore non fosse dotato di ingressi Scart, potreste utilizzare l?uscita modulata in UHF del ricevitore: in questo caso il segnale proveniente dal ricevitore, verr? visualizzato su uno dei canali della banda UHF ricevuti dal televisore (solitamente selezionabile tra i canali 30 e 39 della banda).

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Posso ricevere anche il Televideo dei canali via satellite?
S?. A seconda dei ricevitori, il teletext verra' ricevuto direttamente dagli stessi oppure atraverso il televisore collegato al ricevitore, che naturalmente deve essere dotato della funzione Teletext, da selezionare dopo aver sintonizzato sul ricevitore il canale sat desiderato. Quasi tutti i canali televisivi ricevibili via satellite sono dotati di un proprio Televideo.

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Posso videoregistrare i programmi ricevuti via satellite?
Certamente. La maggior parte dei ricevitori dotata di un uscita Scart collegabile direttamente a qualsiasi videoregistratore domestico. Anche in questo caso, se il proprio videoregistratore non fosse dotato di ingresso Scart, possibile collegarlo al ricevitore tramite il cavo UHF.


E' possibile ricevere anche le emittenti a pagamento?
Sì. I canali digitali a pagamento utilizzano dei sistemi di codifica che richiedono l'utilizzo di un decodificatore e di una smart card. Il primo puo' essere integrato nel ricevitore digitale oppure essere sotto forma di CAM Common Interface, da inserire negli appositi slot presenti nei ricevitori CI. Anche in analogico esistono dei canali codificati. In questo caso il decoder puo' essere collegato al ricevitore attraverso un apposito cavo Scart. Esistono comunque ricevitori analogici con decoder integrato. Alcuni sistemi di codifica analogica richiedono inoltre l'utilizzo di un'apposita tessera d'abbonamento (Smart Card) da inserire nel decoder. E' comunque necessario sottolineare che molte pay tv sono dedicate a particolari bacini d'utenza (i canali della Sky Tv, ad esempio, sono riservati ai residenti nella Gran Bretagna), e che pertanto non è possibile ottenere un abbonamento ufficiale. In Italia e' possibile abbonarsi in modo ufficiale a Stream, Tele+, SCT, AB Sat e a tutti i canali erotici europei.

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La parabola è assimilabile ad un'antenna tv tradizionale?
No: la parabola è, in realtà, un riflettore. Il suo compito, a differenza delle tradizionali antenne per la ricezione della tv terrestre, è quello di riflettere, grazie alla sua particolare forma, i segnali radioelettrici trasmessi dai satelliti. Questi segnali vengono convogliati in un punto detto "fuoco", in corrispondenza del quale si installa il blocco illuminatore/convertitore.

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Quanto deve essere grande la parabola?
Questo dipende da vari fattori: se si desidera ricevere un solo satellite (o un gruppo di satelliti collocati sulla stessa posizione orbitale) di potenza elevata (ad esempio gli Hot Bird di Eutelsat), la dimensione della parabola dovr? essere di almeno 75 cm. di diametro (questo per garantire un buon margine nel livello del segnale ricevuto, in modo da non avere problemi anche in caso di forti perturbazioni meteoreologiche). Per la ricezione dei satelliti Astra, la dimensione della parabola varia in base alla propria posizione geografica: tra i 60/80 cm. di diametro (al Nord) e i 150 cm., o anche di pi? (al Sud). Per parabole dedicate alla ricezione multisatellitare (parliamo quindi di impianti motorizzati), ? preferibile scegliere parabole di dimensioni maggiori (non tutti i satelliti sono potenti come Astra: in orbita ne esistono ancora diversi appartenenti alla vecchia generazione, di scarsa potenza, oltre a satelliti il cui segnale non arriva con sufficiente potenza sulla nostra penisola). La regola generale, comunque, ? semplice: pi? grande ? la parabola, migliori saranno le prestazioni dell?impianto.

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Quanti tipi di parabole esistono e quali sono le loro differenze?
Possiamo riassumerli in cinque categorie, ognuna delle quali ha i suoi pregi e i suoi difetti. Le pi? diffuse sono quelle a fuoco primario (prime focus) e quelle offset. Esistono altre tipologie, meno diffuse (ma non per questo meno efficaci) come le parabole a doppio riflettore chiamate cassegrain e gregoriane e infine quelle a tecnologia microstrip chiamate antenne piatte.

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Quali differenze ci sono tra una parabola prime focus e una offset?
Nelle prime focus, il fuoco coincide con il centro esatto della parabola, la cui forma ? perfettamente circolare. Nelle parabole offset, di forma pi? allungata (quasi ovoidale), il fuoco ? spostato rispetto al centro del disco. A livello pratico, le differenze tra un sistema e l?altro possono essere riassunte cos?: nelle prime focus, i sostegni per il blocco illuminatore/convertitore creano un?ombra sulla parabola, attenuando quindi (seppure in misura contenuta) la quantit? di segnale da essa riflesso. Nelle offset invece i sostegni sono posti al di fuori della traiettoria del fascio di segnale che investe il disco. A parit? di dimensioni quindi, le parabole offset offrono un rendimento superiore rispetto a quelle prime focus e con l?ulteriore vantaggio che il montaggio pi? verticale facilita lo smaltimento dell?eventuale neve accumulata, problema particolarmente sentito nel centro e nord Europa.

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Quindi le parabole offset sono migliori di quelle prime focus?
Non esattamente: questo discorso vale soprattutto per le parabole di dimensioni contenute (in linea di massima fino a 120 cm.). Nelle parabole di dimensioni superiori, la quantit? di ombra proiettata sul disco dai sostegni del convertitore diventa irrilevante rispetto alla superficie riflettente. Riassumendo, se si intende installare un disco di dimensioni inferiori ai 120 cm., ? preferibile sceglierlo di tipo offset, mentre per i diametri maggiori si pu? utilizzare indifferentemente sia il tipo a fuoco primario che quello offset.


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E? vero che parabole "piatte" non possono essere utilizzate in Italia?
Non ? esatto: le parabole piatte erano state progettate per la ricezione di segnali di alta potenza, come quelli dei satelliti DBS (Direct Broadcasting Satellite, un tipo di satelliti dotati di pochi transponder con potenza elevatissima). Alcuni modelli sono stati poi adattati per poter ricevere anche i segnali di Hot Bird e di altri satelliti ad alta potenza, ma il loro costo (piuttosto elevato) e il loro rendimento (paragonabile, per una parabola piatta da 40 cm. di lato, a quello di una parabola offset da 60 cm.) sono tali da sconsigliarne l?uso, in particolare in quelle zone del nostro Paese non raggiunte da un livello di segnale sufficientemente potente.


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In cosa sono differenti le parabole Cassegrain e le Gregoriane?
Le Cassegrain sono parabole a fuoco primario che utilizzano un sistema di doppia riflessione: in corrispondenza del fuoco della parabola, viene posto un secondo parabolino, di dimensioni ovviamente molto contenute, che riflette e concentra a sua volta i segnali su un fuoco posto sul retro della parabola principale. Questo tipo di parabole ? utilizzato soprattutto a livello professionale, negli impianti di grandi dimensioni. Le parabole Gregoriane sono una diretta derivazione delle Cassegrain, ma sono di tipo offset: anche in questo caso, quindi, grazie alla loro forma si ottiene il vantaggio di non creare ombre sul riflettore principale. Il rendimento di un sistema a doppia riflessione, inoltre, ? superiore a quello di una parabola tradizionale. Quindi le antenne gregoriane offrono, a parit? di diametro con quelle tradizionali, una maggiore quantit? di segnale.

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Cosa si intende per "efficienza" di un?antenna parabolica?
E? il valore riferito alla percentuale di segnale effettivamente riflettuto dalla parabola sul convertitore. Una parabola ideale, ovviamente, dovrebbe avere un?efficienza pari al 100%. Purtroppo le parabole "ideali" non esistono: ci sono molti elementi che inevitabilmente attenuano il segnale, prima che questo venga riflesso dal disco. I pi? evidenti possono essere delle piccole imperfezioni del disco: anche una ammaccatura, per quanto piccola, pu? contribuire a diminuire l?efficienza della parabola. Altre perdite di efficienza possono essere dovute al fatto che il segnale, anzich? venir riflesso, pu? venire assorbito dal disco, seppur in minima parte. Anche il blocco illuminatore/convertitore pu? incidere negativamente sull?efficienza complessiva del sistema: se questi elementi non coincidono esattamente con il fuoco della parabola, ad esempio, avremo un?ulteriore diminuzione del segnale.

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Cosa si intende per "guadagno" di una parabola?
Si tratta del valore relativo al livello di amplificazione del segnale ricevuto dalla parabola. Viene espresso in decibel ed ? legato sia alla dimensione del disco (maggiori dimensioni, maggior guadagno) che alla effettiva efficienza della parabola.

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Con quale materiale deve essere costruita una parabola?
E? possibile utilizzare sia materiali metallici (l?alluminio ? il pi? diffuso) che materiali sintetici (come la fibra di vetro). Le parabole in alluminio sono pi? semplici da realizzare: un foglio di metallo viene appoggiato su un apposito calco e spinto da una pressa fino ad assumere la forma desiderata. La facilit? di realizzazione incide ovviamente sul costo finale, ormai molto contenuto per le parabole in alluminio. Le antenne in materiale sintetico sono pi? difficili da realizzare: alla fibra di vetro, ad esempio, deve essere applicata una sottostruttura metallica reticolare, che costituir? l?elemento riflettente vero e proprio. A fronte di questo processo pi? complesso si ottengono per? altri vantaggi: una maggiore solidit? della parabola, prima di tutto, molto pi? difficile da "ammaccare" durante il trasporto e il montaggio, ed una minore sensibilit? agli agenti climatici.


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A cosa serve l?illuminatore, o feed, in una parabola?
E? l?elemento che viene posto in corrispondenza del fuoco della parabola, e che serve a convogliare i segnali radioelettrici riflessi da quest?ultima verso il convertitore. Spesso sottovalutato, il "feed" ha in realt? una grande importanza: un illuminatore di bassa qualit?, o un modello inadeguato alla forma della parabola, pu? introdurre nel segnale ricevuto una considerevole quantit? di rumore, attenuandone quindi la qualit?.


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Posso utilizzare un illuminatore qualsiasi per la mia parabola o è necessario un modello specifico?
No, è preferibile adottare un illuminatore specifico, le cui caratteristiche variano in base al tipo e alla dimensione della parabola. Ad esempio, un illuminatore progettato per parabole offset di piccole o medie dimensioni, si rivelerà inadeguato su parabole prime focus. Viceversa, un illuminatore studiato per un'antenna a fuoco primario, non sarà in grado di convogliare al convertitore una giusta quantità di segnale, rispetto ad un modello specifico per il tipo di parabola che si utilizza. Vi sono inoltre differenze sostanziali anche tra gli illuminatori destinati alla ricezione della banda C e quelli dedicati invece alla ricezione della banda Ku.

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Quali funzioni assolve il polarizzatore in ricezione?
segnali radioelettrici trasmessi dai satelliti vengono diffusi con due differenti andamenti: lineari (verticale ed orizzontale, utilizzati dai satelliti come Astra ed Eutelsat) o circolari (destrorso e sinistrorso, utilizzati dai satelliti DBS come il Sirius 1 svedese o il TV Sat tedesco). Il polarizzatore ha il compito di discriminare questi segnali, per consentire al convertitore di riceverli al meglio, senza che questi interferiscano tra di loro. In mancanza del polarotor, infatti, un convertitore riceverebbe entrambe le polarit? contemporaneamente, o una sola delle due polarit?, a seconda di come ? stato installato.

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Quanti tipi di polarizzatori esistono?
Essenzialmente ce ne sono di due tipi: magnetici e meccanici. Esiste anche un terzo sistema, quello adottato nei convertitori di tipo Dual Pole (LNB a doppia polarit?, selezionabile con la commutazione elettrica da 13 a 18 Volts) e in quelli Universali. Nei polarotor meccanici un dipolo metallico ruota meccanicamente per selezionare una delle due polarit?. In quelli magnetici, ormai molto diffusi grazie al loro costo contenuto, la polarit? viene discriminata attraverso l?utilizzo di un campo magnetico. Esistono inoltre dei polarotor in grado di gestire sia le polarizzazioni lineari che quelli circolari: sono in tutto simili ai precedenti, ma hanno in pi? una lamina in materiale plastico che, di fatto, converte i segnali circolari in lineari.

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Se ho un polarotor lineare posso ricevere i segnali con polarizzazione circolare?
Si, ma non sar? possibile discriminare quelli destrorsi da quelli sinistrorsi. Il segnale comunque raggiunger? il convertitore e il ricevitore indipendentemente da questo.

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E? vero che i polarotor lineari e circolari hanno un rendimento inferiore rispetto a quelli solo lineari?

Nei polarizzatori "a 4 polarit?" c?? effettivamente una maggiore perdita di segnale, dovuta proprio alla presenza della lamina dielettrica all?interno del cono che permette di discriminare le polarit? circolari destrorsa e sinistrorsa.


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A cosa serve e come funziona il convertitore in un impianto?
Il convertitore, o meglio, l?LNB (acronimo di Low Noise Block converter, ovvero blocco di conversione a basso rumore) ? lo strumento sul quale vengono focalizzati i segnali riflessi dalla parabola. Il suo compito ? quello di amplificarli e di convertirli a frequenze pi? basse, dai 10GHz circa a 1-2GHz, in modo da consentire poi il loro trasferimento, attraverso il cavo coassiale, al ricevitore domestico.

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Quanti tipi di convertitori esistono?
Attualmente i pi? diffusi sono quelli di tipo "Universale", ovvero LNB studiati per la ricezione sia della tv analogica che di quella digitale. Si tratta di convertitori in grado di ricevere entrambe le polarit? lineari (orizzontale e verticale), selezionandole con la tensione di alimentazione inviata dal ricevitore, e l?intera gamma Ku (da 10.700 a 12.750 GHz), utilizzando il tono a 22 KHz per passare dalla fascia bassa (10.7-11.8 GHz) a quella alta (11.8 - 12.75 GHz). Sono estremamente semplici, e vengono costruiti in grandi numeri. Il costo, di conseguenza, ? molto contenuto. Tali convertitori vengono inclusi, normalmente, nei kit completi. Alla precedente generazione, ormai meno diffusa, appartengono gli LNB monobanda. Ne esistono di quattro tipi, ognuno destinato ad una particolare banda di ricezione: FSS (da 10.7 a 11.8 GHz), DBS (11.7 - 12.5 GHz), SMS (12.5 - 12.75 GHz) e banda C (3.9 - 4.2 GHz). Esistono inoltre convertitori multibanda di tipo non Universale: si tratta di convertitori privi di illuminatore e polarizzatore, utilizzati ormai quasi solo in impianti particolari, in grado di coprire tutta la gamma di frequenza della banda Ku (da 10.7 a 12.75 GHz) con la commutazione di banda attuata con il cambio di tensione (13/18 Volts)

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Cos'è la banda C? Che differenze ci sono con la banda Ku?
Mentre la stragrande maggioranza dei satelliti europei trasmette nella fascia di frequenze denominata Ku, che va da 10.700 a 12.750 GHz (suddivisa a sua volta in tre fasce: FSS, da 10.7 a 11.7, DBS, da 11.7 a 12.5, ed SMS, da 12.5 a 12.75 GHz), alcuni satelliti (come ad esempio gli Intelsat), utilizzano anche una gamma di frequenze più bassa, la banda C (da 3.7 a 4.2 GHz). Il vantaggio offerto da questa gamma è quello di garantire, con la stessa potenza di trasmissione, una propagazione del segnale su un territorio più vasto (un segnale in banda C può coprire ad esempio l'intero continente africano), anche se il livello di segnale a terra risulterà complessivamente più debole (e, di conseguenza, saranno necessarie parabole di dimensioni maggiori per riceverlo). Per ricevere la banda C è necessario un apposito convertitore, differente da quelli utilizzati per la banda Ku.

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Cosa si intende per figura di rumore di un convertitore?
Nel processo di amplificazione di un segnale, l?LNB introduce inevitabilmente una certa quantit? di rumore, che in termini pratici si traduce in disturbo (visibile sulle immagini come un alternarsi di puntini bianchi e neri, pi? o meno fitti). Con la figura di rumore si quantifica, in decibel, il livello di questo rumore: minore ? questo valore, maggiore sar? quindi la sensibilit? del convertitore. Un "buon" convertitore ? caratterizzato da una figura di rumore inferiore al valore di 1.0 dB. I modelli pi? recenti di LNB sono ormai arrivati ad una figura di rumore bassissima, addirittura inferiore agli 0.6 dB. Per fare un paragone, i primi convertitori della Marconi (realizzati appena 8 anni or sono) avevano una figura di rumore di 1.8 dB.
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Digitale terrestre
Che cos'è la televisione digitale terrestre (DTT)?
Il sistema televisivo che ci ha accompagnati per cinquant'anni viene detto "analogico". La TV digitale terrestre è in sigla T-DVB (terrestrial Digital Video Broadcasting) ed utilizza segnali digitali come quelli dei computer, di Internet, dei CD e della telefonia mobile. La televisione digitale terrestre è in corso di introduzione nel nostro Paese, che si colloca tra i primi in Europa nel contesto di questa innovazione. La transizione dalla TV analogica a quella digitale coinvolgerà progressivamente gli oltre 20 milioni di abitazioni e 50 milioni di apparecchi televisivi del nostro Paese, e dovrà essere completata come previsto da una legge del Parlamento italiano entro il 2006.


Quali sono i vantaggi della DTT rispetto all'attuale televisione analogica?

Per gli utenti i principali benefici derivanti dall'introduzione della DTT sono:
1. un maggior numero di programmi disponibili (almeno il quintuplo di quelli attuali);
2. una migliore qualità immagine/audio: la trasmissione digitale rispetto a quella analogica è particolarmente robusta ai disturbi quali echi, interferenze, ecc.;
3. La possibilità di partecipazione attiva e immediata ai programmi televisivi (espressione di preferenze, selezione di prodotti, ecc.) con semplici azioni sul telecomando, invece che con l'effettuazione di telefonate o l'invio di SMS;
4. La possibilità di usare il mezzo televisivo per l'utilizzo di servizi di informazione e di pubblica utilità ora accessibili solo con mezzi più complessi (ad esempio, reti aziendali oppure PC domestico collegato a Internet);
5. un minore inquinamento elettromagnetico: la DTT richiede potenze di trasmissione inferiori rispetto a quella analogica.


Per usufruire del servizio di DTT si deve pagare un canone, un abbonamento o cosa?

Come accade per la televisione analogica, oltre al canone TV non è necessario pagare alcun abbonamento. La TV digitale terrestre, in quanto sostitutiva dell'attuale TV analogica, sarà trasmessa per lo più "in chiaro" e quindi si potrà vedere gratuitamente. A partire dal gennaio 2005 sono stati attivati anche alcuni servizi a pagamento che permettono di vedere particolari eventi per mezzo di una carta prepagata da inserire nel decoder. Attualmente gli eventi disponibili riguardano le partite di calcio.



E' vero che si possono ricevere più programmi di quelli attualmente disponibili?

Si, il numero di programmi TV che sarà possibile trasmettere con la DTT è moltiplicabile anche fino a dieci: infatti, su una singola frequenza televisiva, mentre in analogico si può trasportare un solo programma, in digitale ne possono essere trasportati da 5 a 7 e in prospettiva, con tecniche di compressione sempre più evolute, fino a 10 (a seconda del tipo di programmi e della qualità prefissata dall'emittente televisiva). Vengono così ampiamente superati i limiti dell'attuale sistema che non consentiva l'introduzione di ulteriori programmi TV.



Devo cambiare il mio televisore?

No, non è necessario cambiare il proprio televisore. Basta una semplice apparecchiatura di adattamento, detta decoder o set top box o semplicemente box. Per una piena fruizione delle possibilità offerte dalla TV digitale, il box deve essere interattivo.


Ho bisogno di installare una parabola?

No, non bisogna installare alcuna parabola. Questa serve solo per la TV via satellite. Per la DTT bastano le antenne tradizionali con cui abbiamo sempre ricevuto le TV nazionali e le TV locali.


Devo cambiare la mia antenna terrestre?

No, nella maggioranza dei casi, non devi cambiare la tua antenna terrestre. Gli impianti di radioricezione per la televisione digitale terrestre sono identici a quelli usati per la ricezione analogica. Le attuali antenne (nelle bande III, IV e V) e la rete di distribuzione dalle antenne all'interno degli edifici con gli opportuni dispositivi intermedi (derivatori, partitori, amplificatori, miscelatori/demiscelatori, attenuatori, filtri, ecc.) sono adatte anche alla ricezione digitale. In qualche caso, tuttavia, potrebbe essere richiesto il montaggio di un'antenna supplementare, ad esempio quando non si dispone già di un'antenna nella banda su cui è irradiato il segnale digitale.


Devo cambiare il puntamento della mia antenna?

No, in generale è stato previsto che le nuove reti digitali si avvalgano degli stessi siti di trasmissione della TV analogica. Quindi, non è necessario cambiare il puntamento della propria antenna terrestre. Tuttavia, in alcune zone del territorio, i segnali digitali potrebbero provenire da siti diversi da quelli che irradiano i segnali analogici. In tal caso, potrebbe essere richiesto il montaggio di un?antenna supplementare da puntare verso i siti che trasmettono in digitale.



E' vero che con la DTT posso accedere a servizi di pubblica utilità?

Si, per capire come funzionano tali servizi di utilità si può pensare all'attuale televideo, che è possibile richiamare mentre si sta vedendo un normale programma televisivo. Tuttavia, con la tecnica digitale, i servizi di utilità saranno visibili contemporaneamente ai programmi televisivi (mediante suddivisione dello schermo in zone) e saranno molto più funzionali e attraenti del semplice televideo. Inoltre sarà possibile accedere ad una serie di servizi, in grado di fornire informazioni di carattere individuale e privato o effettuare transazioni commerciali, tramite accesso a centri di servizio, gestiti dalle emittenti televisive o da terzi fornitori di servizio. Tipici fornitori di servizio saranno le pubbliche amministrazioni centrali o locali, che renderanno disponibili sulla televisione digitale terrestre, servizi attualmente accessibili solo da Internet o dal cellulare. A tal fine, è necessario però che il Set Top Box sia interattivo, cioè dotato di un canale di ritorno o canale di interazione che utilizzi una rete di telecomunicazioni.


Che cos'è un STB interattivo?

E' un Set Top Box dotato di un'uscita verso la rete telefonica, mediante modem tradizionale.


Che cos'è il canale di interazione?

Il canale di interazione è un collegamento stabile del Set Top Box verso una rete di telecomunicazioni. Il collegamento avviene tramite modem sulla linea telefonica di casa. Il canale interattivo viene attivato in automatico, dal Set Top Box, ogni volta che l'utente richiede attraverso il telecomando un servizio che coinvolga un'interazione. In tal caso, durante l'utilizzo di un servizio interattivo, non sarà possibile ricevere o effettuare telefonate.


Quanto costa l'utilizzo dei servizi interattivi?

Il costo dei servizi interattivi dipenderà dalle scelte del fornitore di servizi. Un fornitore di servizi di pubblica utilità potrà offrirli gratuitamente o ad un prezzo molto contenuto. Un fornitore di contenuti particolarmente appetibili sul piano commerciale potrà effettuare le politiche di prezzi che riterrà più opportune. Nel caso in cui il servizio preveda l'utilizzo del canale di ritorno, salva la possibilità che alcuni servizi possano avvalersi di un numero verde (a carico del fornitore del servizio), il costo del collegamento dipenderà dal fornitore di rete di telecomunicazioni.


Quanto costa un Set Top Box?

Il prezzo di vendita è assolutamente libero e dettato dal mercato come ogni bene di consumo. Mediamente, ci si può aspettare un prezzo di 150 euro per un STB interattivo. Con lo sconto di 70 euro, previsto dal contributo statale, il costo per il cliente si aggira intorno ad 80 euro. Esistono STB non interattivi, ma "attenzione" tali apparecchiature "anche se costano meno" non sono coperte da contributo statale.


Perchè solo i STB interattivi sono coperti da contributo statale?

Il Governo Italiano vede nella televisione digitale interattiva l'occasione per una diffusione dei servizi della società dell'informazione presso la totalità dei cittadini, allo scopo di ottenere servizi più efficienti, a minore costo per la collettività e utilizzabili comodamente da casa (evitando file agli sportelli e inutili spostamenti). Solo i STB interattivi possono assicurare l'utilizzo di servizi di pubblica utilità e quindi favorire la diffusione dei servizi della società dell'informazione. Per questo motivo lo Stato incoraggia esclusivamente l'acquisto di STB interattivi.


Si possono vedere tutti i canali disponibili utilizzando lo stesso decoder o bisogna comprare più decoder, per esempio uno per i canali RAI ed uno per i canali Mediaset?

Lo stesso decoder consente di vedere tutti i canali digitali terrestri disponibili nella propria zona. Ovviamente bisogna trovarsi in una zona coperta dal segnale (vedi domanda 11). Per usufruire di un servizio a pagamento, il decoder deve essere abilitato a riconoscere il metodo di codifica utilizzato dal fornitore del servizio a pagamento (attualmente i metodi utilizzati sono solo due: Nagravision utilizzato da Mediaset e Irdeto utilizzato da Telecom Italia/La7).



Che cosa sono i servizi Pay-per-View?

Un servizio Pay-per-View consente all'utente di usufruire a pagamento di singoli eventi (per esempio partite di calcio, film, ecc.) trasmessi ad orari prestabiliti. Gli eventi non sono trasmessi "in chiaro" e solo l'utente che ha pagato per i particolari eventi è in condizione di vederli.


Che cosa è una carta prepagata per i servizi Pay-per-View?

E' una carta che si compra nei negozi di elettronica di consumo. La carta va inserita nell'apposita fessura che, nella maggior parte dei casi si trova sul fronte del decoder. La carta contiene un credito complessivo che, nel momento della selezione di un evento in modalità Pay-per-View, è scalato volta per volta di un importo pari al costo dell?evento stesso.


Come si fa ad abilitare un decoder per un servizio a pagamento?

La maggior parte dei decoder interattivi che sono stati acquistati prima di febbraio 2005 usufruendo del contributo statale sono stati abilitati a posteriori, mediante aggiornamento automatico via etere (OTA)del software del decoder. Gli aggiornamenti sono tuttora trasmessi via etere, in particolari orari, dalle emittenti che forniscono i servizi. I decoder acquistati in seguito generalmente sono gi? abilitati alla ricezione degli attuali programmi crittati.


La mia zona non è coperta dal segnale di Mediaset Premium, quando verrà coperta?

I piani di copertura futuri non sono attualmente disponibili. Ad oggi il segnale Digitale Terrestre Mediaset Premium raggiunge circa il 75% della popolazione italiana: pertanto procede l'aumento della copertura delle aree scoperte, sia per consentire una maggiore diffusione del servizio Mediaset Premium sia in considerazione di quanto previsto dalla normativa vigente (in particolare "Legge Gasparri") che prevede il completamento della transizione alla tecnologia digitale, con l'abbandono del segnale analogico, entro il 31 dicembre 2006. In ragione della continua evoluzione della copertura del segnale Digitale Terrestre in tutta Italia, ti consigliamo di verificare mese per mese la copertura sul sito internet www.mediasetpremium.it oppure chiamando il Call Center 199.303.404.


A volte il segnale è disturbato e non ricevo nulla per alcuni secondi. Che posso fare?

Se il Comune risulta coperto dal segnale digitale terrestre di Mediaset Premium ma la ricezione del segnale risulta DISCONTINUA oppure del tutto ASSENTE le cause potrebbero essere le seguenti:
1. la ricezione del segnale presente nel punto ricevente non è di livello e qualità adeguata
2. la conformazione del territorio non permette al segnale di arrivare alla tua antenna
3. ostacoli in direzione della stazione trasmittente non permettono al segnale di arrivare alla tua antenna
4. l'impianto di ricezione non è adeguato
5. vi sono interferenze da parte di altri operatori televisivi e radiofonici In questi casi la ricezione digitale terrestre risulta "critica". Pertanto è necessario ricorrere ad un tecnico qualificato che possa effettuare tutte le verifiche del problema riscontrato e procedere all'eventuale risoluzione.


Dove è possibile per i clienti reperire le informazioni relative alla copertura territoriale del segnale digitale terrestre Mediaset Premium?

E' possibile verificare la copertura del segnale digitale terrestre Mediaset Premium del proprio Comune attraverso:
1. il call center 199.303.404 attraverso il RISPONDITORE AUTOMATICO (IVR) seguendo le istruzioni vocali digitando le informazioni desiderate OPPURE parlando con un OPERATORE
2. sul sito www.mediasetpremium.it

Come posso verificare se l'impianto d'antenna è adeguato a ricevere il segnale digitale terrestre Mediaset Premium?

Per prima cosa devi accertarti che il Comune sia raggiunto dal segnale digitale terrestre Mediaset Premium. Successivamente è necessario verificare che la ricezione del segnale sia di livello e qualità adeguata.


Devo cambiare l'impianto d'antenna o l'impianto di antenna condominiale per ricevere il segnale digitale terrestre?

Nella maggioranza dei casi non si deve cambiare l'antenna perchè gli impianti di ricezione per la TV digitale terrestre sono identici a quelli usati per la ricezione tradizionale analogica. A volte però è necessario apportare delle ottimizzazioni all'impianto d'antenna soprattutto se condominiale.


Devo cambiare il puntamento dell'antenna per ricevere il segnale digitale terrestre?

In generale non è necessario cambiare il puntamento dell'antenna terrestre. Tuttavia, in alcune zone del territorio, il segnale digitale terrestre potrebbe provenire da siti trasmissivi diversi da quelli che irradiano i segnali analogici. In tal caso, potrebbe essere richiesto il montaggio di un'antenna supplementare da puntare verso i siti che irradiano in digitale terrestre.


Come verificare se un box interattivo è abilitato a fruire dei servizi disponibili su Mediaset Premium?

A queste condizioni per poter accedere al NUOVO servizio Mediaset Premium è necessario che il box interattivo sia ABILITATO, cioè abbia ricevuto il NUOVO aggiornamento software rilasciato dal produttore del box interattivo per NAGRAVISION, il sistema di accesso condizionato utilizzato per l'offerta in Pay-Per-View Mediaset Premium.
Infatti un box interattivo, già abilitato alla visione di eventi Mediaset Premium fino ad ora trasmessi, deve essere ri-aggiornato per poter accedere al NUOVO servizio Mediaset Premium.
Sono tuttora in corso gli aggiornamenti (OTA) per abilitazioni di tutti box interattivi


Sono previste agevolazioni fiscali per i condomini che vorranno procedere all'adeguamento dell'impianto d'antenna centralizzata?

Ad oggi, non sono previste agevolazioni fiscali per l'adeguamento dell'impianto d'antenna centralizzata


L'impianto di antenna condominiale dove essere ottimizzato, come posso comportarmi con i condomini per ricevere l'offerta Mediaset Premium?
Occorre proporre in assemblea la revisione dell'impianto centralizzato redatta da un antennista specializzato. L'approvazione dell'intervento in assemblea ordinaria o straordinaria richiede il consenso del 30% dei condomini presenti e dei millesimi di proprietà. In alcuni casi se l'importo per l'adeguamento è irrisorio viene effettuato senza la convocazione dell'assemblea condominiale. E' comunque consigliabile contattare l'Amministratore Condominiale.


Quali sono i modelli dei box interattivi abilitati?

I modelli di box interattivi aggiornati o aggiornabili disponibili alla fruizione dei servizi Mediaset Premium sono :

1. Access Media Conto TV
2. Access Media IT BOX
3. Access Media IT BOX PLUS
4. Access Media IT BOX MEDIA
5. Access Media Thinbox L3013
6. Access Media Thinbox L3015
7. Access Media Thinbox L3017
8. ADB iCAN 2000T (distribuito anche in bundling con tessera ricaricabile da 10 ?)
9. ADB iCAN 3000T
10. Amstrad
11. Digifox
12. Di PRO Interact I
13. Di PRO Interact II (distribuito anche in bundling con tessera ricaricabile da 10 ?)
14. DIGIQuest MHP T
15. ECHOSTAR T-333 MHP
16. FAIR MATE MHP T3010
17. Fuba ODE 846
18. HOMECAST MHP T3010
19. Humax DTT-4000 (distribuito anche in bundling con tessera ricaricabile da 10 ?)
20. Humax DTT-4100
21. Humax DTT-4500
22. Humax DTT-5000
23. Humax LCD 17TV
24. Humax LCD 26TV
25. Humax LCD 32TV
26. Kathrein UFT 591si
27. Motorola MDV 2000T
28. NOKIA 310T
29. NORMENDE MHP T3010
30. PHILIPS DTR 2610
31. PHILIPS DTR 4610
32. PHILIPS DTR 6600
33. PHILIPS DTR 6610
34. Planet PL 7100
35. Sagem ITD 70
36. Metronic TIDDER
37. SAMSUNG DTB 9500F
38. SAMSUNG DTB S500F
39. SAMSUNG DTB S501E (distribuito anche in bundling con tessera ricaricabile da 10 ?)
40. Siemens Thinbox
41. Strong SRT 5500
42. Strong SRT 5505
43. TELE System TS 7.1DT
44. TELE System TS 7.2DT
45. TELE System TS 7.3DT (distribuito anche in bundling con tessera ricaricabile da 10 ?)
46. TELE System TS 7.4DT
47. Thomson DTI 3000
48. TIVUBOX
49. WINBOX DTT3000
50. Worldsat DT5200
51. Worldsat DT5300
52. Zodiac DZR-1800DTT

NOTA: Se un cliente ha già uno dei modelli presenti nella lista, si possono presentare 2 casi:
a) BOX interattivo NON aggiornato:
1. con la nuova tessera ricaricabile inserita nel box e compare il messaggio "Tessera Danneggiata o Illeggibile", rassicurare il cliente che la tessera funziona perfettamente! Deve solo attendere che il box interattivo riceva la nuova versione software. oppure
2. con il telecomando del box premere tasto MENU, poi "Servizi Pay per View", e compare la scritta "Mediaset Premium", il box NON ? aggiornato. Attendere il nuovo aggiornamento software.
b) BOX interattivo aggiornato:
1. con il telecomando del box premere tasto MENU, poi "Servizi Pay per View", se compare la scritta "MEDIASET PREMIUM" (maiuscolo o minuscolo) e all'interno del menù, compare una finestra col fondo blu con informazioni sullo stato della tessera, delle ricariche ed eventi selezionati, il box è aggiornato.

"Dall' 8 agosto 2005 a Mediaset Premium 1, 2, 3 e 4 si aggiunge anche Mediaset Premium 5 ! Se gi? riceve Mediaset Premium basterà aggiornare la lista canali del Suo box interattivo. Lasciando inserita la tessera ricaricabile nel box, si posizioni con il telecomando su Mediaset Premium 5 e le apparirà un cartello a fondo azzurro con la scritta Mediaset Premium e una stellina gialla (vedi sotto): allora il box è aggiornato!"


Ho eseguito correttamente i collegamenti indicati nel manuale di istruzioni del box interattivo e non riesco a sintonizzarmi su Mediaset Premium. Che posso fare?
Se il cliente ha già le condizioni necessarie a ricevere adeguatamente il segnale Mediaset Premium (copertura, ricezione adeguata, impianto d'antenna), controlla che il box interattivo sia abilitato alla NUOVA offerta Mediaset Premium.

 
ACCESSO CONDIZIONATO CAM
Accesso condizionato
Sistema che permette ad un utente autorizzato, tramite l’uso di una carta elettronica (smart
card) da inserire nel box, di accedere a contenuti televisivi e multimediali trasmessi a
pagamento (es. pay per view) oppure servizi di pubblica utilità che richiedono il riconoscimento dell’utente.

Analogico
Attuale sistema di trasmissione del segnale televisivo, che viene elaborato in forma continua e trasmesso via etere sotto forma di onda elettromagnetica.
 


Accesso condizionato
Sistema che permette ad un utente autorizzato, tramite l’uso di una carta elettronica (smart
card) da inserire nel box, di accedere a contenuti televisivi e multimediali trasmessi a
pagamento (es. pay per view) oppure servizi di pubblica utilità che richiedono il riconoscimento dell’utente.

Analogico
Attuale sistema di trasmissione del segnale televisivo, che viene elaborato in forma continua e trasmesso via etere sotto forma di onda elettromagnetica.

 
INFORMAZIONI LEGALI

DPR 29/3/1973 n.156









(T.U. delle disposizioni in materia postale e di telecomunicazioni)

ART. 232 “Il proprietario o il condominio non può opporsi all’appoggio di antenne, di sostegni, nonché al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto nell’immobile di sua proprietà occorrente per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini (……) Il proprietario è tenuto a sopportare il passaggio nell’immobile di sua proprietà del personale dell’esercente il servizio che dimostri la necessità di accedervi per l’installazione, riparazione e manutenzione degli impianti di cui sopra.
Nei casi previsti dal presente articolo al proprietario non è dovuta alcuna indennità”.













(Istituzione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e norme sui sistemi delle telecomunicazioni e radiotelevisivo)

ART. 3 comma 13 A partire dal 1° gennaio 1998 gli immobili, composti da più unità abitative di nuova costruzione o quelli soggetti a ristrutturazione generale, per la ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari si avvalgono di norma di antenne collettive e possono installare o utilizzare reti di cavo per distribuire nelle singole unità le trasmissioni ricevute mediante antenne collettive. Entro centottanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge i comuni emanano un regolamento sull’installazione degli apparati di ricezione delle trasmissioni radiotelevisive satellitari nei centri storici al fine di garantire la salvaguardia degli aspetti paesaggistici.





LEGGE 31/7/1997 n.249



LEGGE 20/3/2001 n.66







l’art 2 bis stabilisce che “….al fine di favorire lo sviluppo di radiodiffusione da satellite, le opere di installazione di nuovi impianti sono innovazioni necessarie ai sensi dell’art. 1120, primo comma, del codice civile. Per l’approvazione delle relative deliberazioni si applica l’art. 1136, terzo comma, dello stesso codice.….basta la maggioranza assembleare di un terzo del valore millesimale dell’edificio per le opere di installazione dei nuovi impianti centralizzati considerati “innovazione necessaria”.”
Il concetto di “innovazione necessaria”, che il legislatore utilizza per parlare dell’antenna satellitare, è connesso da un lato alla libertà all’informazione, costituzionalmente riconosciuta e garantita, e dall’altro all’evoluzione multietnica della società, e quindi alla necessità del cittadino, italiano e non, di ricevere notizie da qualsiasi Paese. Si tratta quindi di una spesa necessaria per la completezza dell’informazione.

 
LEGGE 46/90

Art. 1 (Ambito di applicazione)
1. Sono soggetti all'applicazione della presente legge i seguenti impianti relativi agli edifici adibiti ad uso civile:
a) gli impianti di produzione, di trasporto, di distribuzione e di utilizzazione dell'energia elettrica all'interno degli edifici a partire dal punto di consegna dell'energia fornita dall'ente distributore;
b) gli impianti radiotelevisivi ed elettronici in genere, le antenne e gli impianti di protezione da scariche atmosferiche;
c) gli impianti di riscaldamento e di climatizzazione azionati da fluido liquido, aeriforme, gassoso e di qualsiasi natura o specie;
d) gli impianti idrosanitari nonché quelli di trasporto, di trattamento, di uso, di accumulo e di consumo di acqua all'interno degli edifici a partire dal punto di consegna dell'acqua fornita dall'ente distributore;
e) gli impianti per il trasporto e l'utilizzazione di gas allo stato liquido o aeriforme all'interno degli edifici a partire dal punto di consegna del combustibile gassoso fornito dall'ente distributore;
f) gli impianti di sollevamento di persone o di cose per mezzo di ascensori, di montacarichi, di scale mobili e simili;
g) gli impianti di protezione antincendio.
2. Sono altresì soggetti all'applicazione della presente legge gli impianti di cui al comma 1, lett. a), relativi agli immobili adibiti ad attività produttive, al commercio, al terziario e ad altri usi.

Art. 2 (Soggetti Abilitati)
1. Sono abilitate all'installazione, alla trasformazione, all'ampliamento e alla manutenzione degli impianti di cui all'art. 1 tutte le imprese, singole o associate, regolarmente iscritte nel registro delle ditte di cui al R.D. 20 settembre 1934, n. 2011, e successive modificazioni ed integrazioni, o nell'albo provinciale delle imprese artigiane di cui alla L. 8 agosto 1985, n. 443.
2. L'esercizio delle attività di cui al comma 1 è subordinato al possesso dei requisiti tecnico-professionali, di cui all'art. 3, da parte dell'imprenditore, il quale, qualora non ne sia in possesso, prepone all'esercizio delle attività di cui al medesimo comma 1 un responsabile tecnico che abbia tali requisiti.


Art. 3 (Requisiti tecnico professionali)
1. I requisiti tecnico-professionali di cui all'art. 2, comma 2, sono i seguenti:
a) laurea in materia tecnica specifica conseguita presso una università statale o legalmente riconosciuta;
b) oppure diploma di scuola secondaria superiore conseguito, con specializzazione relativa al settore delle attività di cui all'art. 2, comma 1, presso un istituto statale o legalmente riconosciuto, previo un periodo di inserimento, di almeno un anno continuativo, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;
c) oppure titolo o attestato conseguito ai sensi della legislazione vigente in materia di formazione professionale, previo un periodo di inserimento, di almeno due anni consecutivi, alle dirette dipendenze di una impresa del settore;
d) oppure prestazione lavorativa svolta, alle dirette dipendenze di una impresa del settore, nel medesimo ramo di attività dell'impresa stessa, per un periodo non inferiore a tre anni, escluso quello computato ai fini dell'apprendistato, in qualità di operaio installatore con qualifica di specializzato nelle attività di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'art. 1.


Art. 4 (Accertamento dei requisiti tecnico professionali)
1. L'accertamento dei requisiti tecnico-professionali è espletato per le imprese artigiane dalle commissioni provinciali per l'artigianato. Per tutte le altre imprese è espletato da una commissione nominata dalla giunta della camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura e composta da un minimo di cinque ad un massimo di nove membri dei quali un membro in rappresentanza degli ordini professionali, un membro in rappresentanza dei collegi professionali, un membro in rappresentanza degli enti erogatori di energia elettrica e di gas ed i restanti membri designati dalle organizzazioni delle categorie più rappresentative a livello nazionale degli esercenti le attività disciplinate dalla presente legge; la commissione è presieduta da un docente universitario di ruolo di materia tecnica o da un docente di istituto tecnico industriale di ruolo di materia tecnica.
2. Le imprese, alle quali siano stati riconosciuti i requisiti tecnico-professionali, hanno diritto ad un certificato di riconoscimento, secondo i criteri stabiliti dal regolamento di attuazione di cui all'art. 15].


Art. 5 (Riconoscimento dei requisiti tecnico professionali)
1. Hanno diritto ad ottenere il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali, previa domanda da presentare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla commissione provinciale per l'artigianato, coloro che dimostrino di essere iscritti, alla medesima data, da almeno un anno nell'albo provinciale delle imprese artigiane di cui alla L. 8 agosto 1985, n. 443, come imprese installatrici o di manutenzione degli impianti di cui all'art. 1.
2. Hanno altresì diritto ad ottenere il riconoscimento dei requisiti tecnico-professionali, previa domanda da presentare entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, coloro che dimostrino di essere iscritti, alla medesima data, da almeno un anno nel registro delle ditte di cui al R.D. 20 settembre 1934, n. 2011, e successive modificazioni ed integrazioni, come imprese installatrici o di manutenzione degli impianti di cui all'art. 1.


Art. 6 (Progettazione degli impianti)
1. Per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti di cui ai commi 1, lett. a), b), c), e) e g), e 2 dell'art. 1 è obbligatoria la redazione del progetto da parte di professionisti, iscritti negli albi professionali, nell'ambito delle rispettive competenze.
2. La redazione del progetto per l'installazione, la trasformazione e l'ampliamento degli impianti di cui al comma 1 è obbligatoria al di sopra dei limiti dimensionali indicati nel regolamento di attuazione di cui all'art. 15.
3. Il progetto di cui al comma 1 è depositato: a) presso gli organi competenti al rilascio di licenze di impianto o di autorizzazioni alla costruzione quando previsto dalle disposizioni legislative e regolamentari vigenti; b) presso gli uffici comunali, contestualmente al progetto edilizio, per gli impianti il cui progetto non sia soggetto per legge ad approvazione.


Art. 7 (Installazione degli impianti)
1. Le imprese installatrici sono tenute ad eseguire gli impianti a regola d'arte utilizzando allo scopo materiali parimenti costruiti a regola d'arte. I materiali ed i componenti realizzati secondo le norme tecniche di sicurezza dell'Ente italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI), nonché nel rispetto di quanto prescritto dalla legislazione tecnica vigente in materia, si considerano costruiti a regola d'arte.
2. In particolare gli impianti elettrici devono essere dotati di impianti di messa a terra e di interruttori differenziali ad alta sensibilità o di altri sistemi di protezione equivalenti.
3. Tutti gli impianti realizzati alla data di entrata in vigore della presente legge devono essere adeguati, entro tre anni da tale data (2), a quanto previsto dal presente articolo.


Art. 8 (Finanziamento dell'attivita' di normazione tecnica)
1. Il 3 per cento del contributo dovuto annualmente dall'Istituto nazionale per l'assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (Inail) per l'attività di ricerca di cui all'art. 3, terzo comma, del D.L. 30 giugno 1982, n. 390, convertito, con modificazioni, dalla L. 12 agosto 1982, n. 597, è destinato all'attività di normazione tecnica, di cui all'art. 7 della presente legge, svolta dall'UNI e dal CEI.
2. La somma di cui al comma 1, calcolata sull'ammontare del contributo versato dall'Inail nel corso dell'anno precedente, è iscritta a carico del capitolo 3030 dello stato di previsione della spesa del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato per il 1990 e a carico delle proiezioni del corrispondente capitolo per gli anni seguenti.
(1) Si veda il D.M. 23 dicembre 1992, n. 578 (Regolamento recante criteri di erogazione di contributi all'Ente nazionale italiano di unificazione e al Comitato elettrotecnico italiano in relazione ai versamenti INAIL di cui all'art. 8 della L. 5 marzo 1990, n. 46).

Art. 9 (Dichiarazione di conformita')
1. Al termine dei lavori l'impresa installatrice è tenuta a rilasciare al committente la dichiarazione di conformità degli impianti realizzati nel rispetto delle norme di cui all'art. 7. Di tale dichiarazione, sottoscritta dal titolare dell'impresa installatrice e recante i numeri di partita Iva e di iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura, faranno parte integrante la relazione contenente la tipologia dei materiali impiegati nonché, ove previsto, il progetto di cui all'art. 6.
(1) La Corte costituzionale, con sentenza n. 483 del 27 dicembre 1991, ha dichiarato costituzionalmente illegittimo questo articolo nella parte in cui, includendo le province autonome di Trento e di Bolzano nella delega relativa alla concessione di contributi di spettanza provinciale, non prevede per queste le modalità di finanziamento secondo le norme statutarie. (2) Si vedano l'art. 7 del D.P.R. 6 dicembre 1991, n. 447, il D.M. 20 febbraio 1992 (Approvazione del modello di dichiarazione di conformità dell'impianto alla regola d'arte di cui all'art. 7 del regolamento di attuazione della L. 5 marzo 1990, n. 46, recante norme per la sicurezza degli impianti) e l'art. 5 del D.P.R. 18 aprile 1994, n. 392.

Art. 10 (Responsabilita' del Committente o del proprietario)
1. Il committente o il proprietario è tenuto ad affidare i lavori di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'art. 1 ad imprese abilitate ai sensi dell'art. 2.


Art. 11 (Certificato di abitabilita' e di agibilita')
1. Il sindaco rilascia il certificato di abitabilità o di agibilità dopo aver acquisito anche la dichiarazione di conformità o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto, salvo quanto disposto dalle leggi vigenti.


Art. 12 (Ordinaria manutenzione degli impianti e cantieri)
1. Sono esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e del rilascio del certificato di collaudo, nonché dall'obbligo di cui all'art. 10, i lavori concernenti l'ordinaria manutenzione degli impianti di cui all'art. 1.
2. Sono altresì esclusi dagli obblighi della redazione del progetto e del rilascio del certificato di collaudo le installazioni per apparecchi per usi domestici e la fornitura provvisoria di energia elettrica per gli impianti di cantiere e similari, fermo restando l'obbligo del rilascio della dichiarazione di conformità di cui all'art. 9.


Art. 13 (Deposito presso il comune del progetto, della dichiarazione di conformità o del certificato di collaudo).
1. Qualora nuovi impianti tra quelli di cui ai commi 1, lett. a, b, c, e e g, e 2 dell'art. 1 vengano installati in edifici per i quali è già stato rilasciato il certificato di abitabilità, l'impresa installatrice deposita presso il comune, entro trenta giorni dalla conclusione dei lavori, il progetto di rifacimento dell'impianto e la dichiarazione di conformità o il certificato di collaudo degli impianti installati, ove previsto da altre norme o dal regolamento di attuazione di cui all'art. 15.
2. In caso di rifacimento parziale di impianti, il progetto e la dichiarazione di conformità o il certificato di collaudo, ove previsto, si riferiscono alla sola parte degli impianti oggetto dell'opera di rifacimento. Nella relazione di cui all'art. 9 dovrà essere espressamente indicata la compatibilità con gli impianti preesistenti.


Art. 14 (Verifiche).
1. Per eseguire i collaudi, ove previsti, e per accertare la conformità degli impianti alle disposizioni della presente legge e della normativa vigente, i comuni, le unità sanitarie locali, i comandi provinciali dei vigili del fuoco e l'Istituto superiore per la prevenzione e la sicurezza del lavoro (ISPESL) hanno facoltà di avvalersi della collaborazione dei liberi professionisti, nell'ambito delle rispettive competenze, di cui all'art. 6, comma 1, secondo le modalità stabilite dal regolamento di attuazione di cui all'art. 15.
2. Il certificato di collaudo deve essere rilasciato entro tre mesi dalla presentazione della relativa richiesta.


Art. 15 (Regolamento di attuazione).
1. Entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge è emanato, con le procedure di cui all'art. 17 della L. 23 agosto 1988, n. 400, il regolamento di attuazione (2). Nel regolamento di attuazione sono precisati i limiti per i quali risulti obbligatoria la redazione del progetto di cui all'art. 6 e sono definiti i criteri e le modalità di redazione del progetto stesso in relazione al grado di complessità tecnica dell'installazione degli impianti, tenuto conto dell'evoluzione tecnologica, per fini di prevenzione e di sicurezza.
2. Presso il Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato è istituita una commissione permanente, presieduta dal direttore generale della competente Direzione generale del Ministero dell'industria, del commercio e dell'artigianato, o da un suo delegato, e composta da sei rappresentanti designati dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative delle categorie imprenditoriali e artigiane interessate, da sei rappresentanti delle professioni designati pariteticamente dai rispettivi consigli nazionali e da due rappresentanti degli enti erogatori di energia elettrica e di gas.
3. La commissione permanente di cui al comma 2 collabora ad indagini e studi sull'evoluzione tecnologica del comparto


Art. 16 (Sanzioni).
1. Alla violazione di quanto previsto dall'art. 10 consegue, a carico del committente o del proprietario, secondo le modalità previste dal regolamento di attuazione di cui all'art. 15, una sanzione amministrativa da lire centomila a lire cinquecentomila. Alla violazione delle altre norme della presente legge consegue, secondo le modalità previste dal medesimo regolamento di attuazione, una sanzione amministrativa da lire un milione a lire dieci milioni.
2. Il regolamento di attuazione di cui all'art. 15 determina le modalità della sospensione delle imprese dal registro o dall'albo di cui all'art. 2, comma 1, e dei provvedimenti disciplinari a carico dei professionisti iscritti nei rispettivi albi, dopo la terza violazione delle norme relative alla sicurezza degli impianti, nonché gli aggiornamenti dell'entità delle sanzioni amministrative di cui al comma 1.


Art. 17 (Abrogazione e adeguamento dei regolamenti comunali e regionali).
1. I comuni e le regioni sono tenuti ad adeguare i propri regolamenti, qualora siano in contrasto con la presente legge.


Art. 18 (Disposizioni transitorie).
1. Fino all'emanazione del regolamento di attuazione di cui all'art. 15 sono autorizzate ad eseguire opere di installazione, di trasformazione, di ampliamento e di manutenzione degli impianti di cui all'art. 1 le imprese di cui all'art. 2, comma 1, le quali sono tenute ad eseguire gli impianti secondo quanto prescritto dall'art. 7 ed a rilasciare al committente o al proprietario la dichiarazione di conformità recante i numeri di partita Iva e gli estremi dell'iscrizione alla camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura.
2. La dichiarazione di cui al comma 1 sostituisce a tutti gli effetti la dichiarazione di conformità di cui all'art. 9.


Art. 19 (Entrata in vigore).
1. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quello della sua pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana.

 
NORME IMPIANTI SATELLITARI

Quali sono i vantaggi fiscali in caso di installazione dell'impianto centralizzato in condominio ?
Per tutto il 2000 e' prevista una detrazione IRPEF del 36 percento delle spese sostenute comprovate da regolare fattura. Tale importo va sottratto direttamente dall'imposta lorda che si sarebbe dovuta pagare fino ad un ammontare massimo di 150 milioni. Il diritto alla detrazione spetta a coloro che abbiano effettivamente pagato le spese per la realizzazione (comprovate ada bonifico bancario) che possono anche non essere proprietari, ma affittuari, usufruttuari o comodatari. La pratica per la detrazione prevede alcune comunicazioni (Comune, AUSL) e la compilazione di un apposito modello da inviare al Centro Servizi Fiscali della regione. Tutta questa attivita' burocratica ed i pagamenti vengono e eseguiti dall'amministratore che poi dovr? spedire ai condomini una tabella indicante la quota di detrazione che ciascuno di essi dovra' indicare in dichiarazione dei redditi, calcolata in base ai millesimi.

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Nel mio condominio e' stata approvata una delibera che vieta l'installazione della parabola, la posso installare lo stesso ?
Si e' possibile installarla ugualmente in forza all'art. 21 della Costituzione che statuisce il diritto alla "libera informazione" del cittadino, all' 232 del D.P.R. 156/73 che sancisce che "n? il proprietario n? il condomino possono opporsi all'appoggio di antenne" es alla sentenza 5300 del 1985 della Cassazione che ha stabilito che "il diritto primario all'installazione di antenne sul lastrico solare condominiale prevale sulla volont? dell'assemblea dei condomini". Sulla base di queste norme la delibera assembleare che vieta l'installazione di un'antenna e' nulla purche' il condomino interessato abbia espresso voto contrario alla delibera.

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Nel mio condominio non e' passata la delibera sull'installazione dell'impianto centralizzato, la posso installare lo stesso ?
Anche in questo cosa la risposta e' si. Nel caso non si raggiunga la maggioranza di 1/3 prevista dal codice civile in prima o seconda convocazione, gruppi di condomini interessati possono ugualmente far installare un impianto satellitare centralizzato che serva solamente i loro appartamenti, pagando tutte le spese.

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Nel mio condominio non c'e' la parabola centralizzata, ne posso installare una privata per il mio appartamento sul tetto comune ?
Nessun problema di installazione sul balcone del proprio appartamento nel caso i regolamenti comunali (generalmente riguardanti i centri storici) non prevedano veti. E' permesso anche il montaggio sul tetto "purch? esso non alteri la destinazione comune e non impedisca agli altri partecipanti di farne parimenti uso secondo il loro diritto." Tutte le spese di installazione sono a carico del singolo condomino. Inoltre gli altri condomini non possono opporsi all'appoggio di antenne, di sostegni, nonch? al passaggio di condutture, fili o qualsiasi altro impianto nell'immobile di sua propriet? occorrente per soddisfare le richieste di utenza degli inquilini o dei condomini. I fili, cavi e ogni altra installazione debbono essere collocati in guisa da non impedire il libero uso della cosa secondo la sua destinazione. Il proprietario ? tenuto a sopportare il passaggio nell'immobile di sua propriet? del personale dell'esercente il servizio che dimostri la necessit? di accedervi per l'installazione, riparazione e manutenzione degli impianti di cui sopra. Al proprietario non ? dovuta alcuna indennita'.



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Sono un condomino in affitto e voglio installare la parabola, mi e' consentito dalla legge ?
Si e' possibile, infatti tra gli obblighi del conduttore di immobili ci sono quelli di "prendere in consegna la cosa ed osservare la diligenza del buon padre di famiglia nel servirsene per l'uso determinato nel contratto e pagare il corrispettivo nei termini convenuti". Per il resto l'affittuario puo' godere dell'immobile come se fosse suo e puo' quindi installare la parabola senza neppure doverne dare comunicazione al proprietario. Alla scadenza del contratto di affitto dovra' restituire l'immobile nelle stesse condizioni nelle quali era al momento della stipula del contratto stesso e quindi dovra' smontare l'impianto sat.

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Nel mio condominio e' stato installato un impianto centralizzato e l'amministratore vuole farmi smontare la mia parabola, puo' farlo ?
No, non puo' farlo. Anche se l'assemblea decide di installare l'impianto centralizzato, la parte della delibera che impone al singolo condomino di smontare la sua antenna parabolica gi? esistente non ha efficacia. Se la delibera e' approvata con le maggioranze richieste dalla legge lo stesso condomino dovra' ugualmente sostenere la spesa per il centralizzato, da ripartire per teste e non per millesimi. Se invece le maggioranze non vengono raggiunte ed un gruppo di condomini decide autonomamente di realizzare un impianto centralizzato parziale la spesa ricadr? solo su coloro che aderiscono. Una soluzione per evitare litigi e cause civili potrebbe essere quella di utilizzare l'antenna parabolica preesistente per l'impianto centralizzato, riducendo la spesa a carico di tutti i condomini.

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Quali sono le maggioranze richieste per l'appovazione dell'impianto centralizzato in condominio ?
In prima convocazione l'assemblea condominiale ? regolarmente costituita con l'intervento di tanti condomini che rappresentino i due terzi del valore dell'intero edificio e i due terzi dei partecipanti al condominio mentre in seconda convocazione l'assemblea e' sempre costituita a prescindere dal numero di presenti. Per approvare l'installazione dell'impianto centralizzato, considerata dalla legge "Innovazione Necessaria" la delibera deve essere approvata con un numero di voti che rappresenti 1/3 degli intervenuti ed 1/3 del valore dell'edificio (333 millesimi). Le deliberazioni prese dall'assemblea con questa maggioranza sono obbligatorie per tutti i condomini, anche quelli assenti e dissenzienti.

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RICEVITORE SATELLITARE

Perchè non posso attaccare la parabola direttamente al televisore?
L'antenna parabolica, da sola, non è in grado di consentire ad un televisore la ricezione della tv via satellite (a meno che il televisore stesso non sia dotato di un ricevitore incorporato): se provaste ad attaccare il cavo che scende dalla parabola direttamente al televisore, non vedreste nulla. I segnali ricevuti viaggiano infatti su frequenze superiori a quelle della normale tv terrestre, per le quali è necessario un sintonizzatore specifico, contenuto nel ricevitore sat.


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Quanti canali deve avere il ricevitore via satellite?
Dipende dall?utilizzo: nel caso di un ricevitore digitale puntato su Hotbird, 1000 posizione sono piu' che sufficienti per memorizzare i canali in chiaro (FTA) e quelli delle pay tv italiane. Se l'impianto e' dual feed o motorizzato sono decisamente consigliati ricevitori con 2000 o piu' canali memorizzabili. Se l'impianto e' analogico i numeri sono molto piu' bassi: se e' collegato ad una parabola a puntamento fisso, cento canali sono gi? sufficienti. Se si utilizza il ricevitore con un impianto pi? complesso (ad esempio un sistema Dual Feed in grado di ricevere sia Astra che Eutelsat), sar? bene scegliere un apparecchio dotato di almeno il doppio dei canali (anche in vista di future espansioni del sistema). Per un impianto motorizzato, invece, ? consigliabile avere un ricevitore dotato di almeno 250 canali memorizzabili (ma anche in questo caso, pi? canali ci sono, meglio ?).


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Cosa significa la sigla IRD accoppiata ad un ricevitore?
La sigla IRD (Integrated Receiver Decoder) indica un ricevitore dotato di decoder incorporato. Il decoder, ovvero lo strumento indispensabile per rimettere in chiaro i segnali delle pay television, pu? essere di vari tipi. In digitale: Irdeto, Seca/Mediaguard, NDS/Videoguard, Viaccess, Nagravision, Conax, Cryptoworks, Power VU, ecc. I pi? diffusi in analogico sono il VideoCrypt, il D2-Mac/EuroCrypt ed il Syster Nagravision. Un ricevitore di tipo IRD offre principalmente il vantaggio di non dover aggiungere, in un secondo tempo, un decoder esterno al proprio impianto.


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Eventualmente posso aggiungere il decoder in un secondo tempo?
Se il ricevitore e' digitale e' possibile integrare il sistema di accesso condizionato in un secondo momento solo se il ricevitore dispone di slot liberi per le CAM in formato Common Interface, collegabili attraverso una connessione di tipo PCMCIA. Tutti i ricevitori analogici sono invece dotati di una o pi? uscite (Scart o RCA) dedicate ai decoder esterni. In molti casi queste uscite sono "passanti", ovvero consentono al segnale di viaggiare in due direzioni (dal ricevitore al decoder e viceversa). In tal modo, il segnale, una volta decodificato, torner? al ricevitore che lo trasmetter? al televisore attraverso la connessione Scart o quella UHF.

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E' possibile collegare al ricevitore analogico un decoder digitale?
No: per ricevere la tv digitale ? necessario un apposito apparecchio, differente dai normali ricevitori analogici, dotato di decoder integrato o Common Interface. Naturalmente ? possibile far convivere, in uno stesso impianto, sia un ricevitore analogico che uno digitale.

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Cosa si intende per ricevitore con posizionatore integrato?
E? il circuito che controlla il puntamento di una parabola motorizzata. Un ricevitore con posizionatore integrato consente di spostare automaticamente la parabola da un satellite all?altro, semplicemente cambiando canale, associando ad ogni canale il relativo satellite.

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A cosa serve la funzione Autofocus nei ricevitori?
E? una funzione tipica dei ricevitori con posizionatore integrato. Spostando la parabola da un satellite all?altro, il ricevitore effettua una misurazione del livello di segnale ricevuto, ottimizzando automaticamente il puntamento sul massimo livello di segnale.


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E? possibile aggiungere il posizionatore in un secondo tempo?

S?, ma ? bene accertarsi che il ricevitore sia predisposto per un apposito posizionatore. Molti ricevitori sono dotati di un connettore che consente il collegamento ad un posizionatore della stessa marca. I due apparecchi, in questo modo, possono essere controllati dallo stesso telecomando. In caso contrario (se si utilizza quindi un ricevitore con posizionatore separato di altro tipo), i due apparecchi dovranno essere controllati da due telecomandi differenti, e non potranno quindi offrire quegli automatismi (spostamento della parabola sul satellite relativo al canale televisivo selezionato ed autofocus) offerti dai sistemi con posizionatore integrato.


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Quante memorie di posizione deve avere un ricevitore con posizionatore incorporato?
Come per le memorie di programma, pi? ce ne sono meglio ?. Per poter spaziare tranquillamente sui vari satelliti europei, sono indispensabili almeno una ventina di posizioni memorizzabili. Ma in vista di futuri sviluppi (nuovi satelliti che verranno lanciati), sarebbe meglio avere a disposizione almeno una quarantina di posizioni memorizzabili.

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Cos'è la gamma di ricezione? Influisce nella scelta dell'impianto?
E? la fascia di frequenze che il ricevitore ? in grado di sintonizzare. I modelli pi? vecchi avevano una gamma limitata alla fascia da 950 a 1.750 MHz, sufficiente per ricevere e sintonizzare le frequenze della fascia FSS (Fixed Satellite Service, ovvero le frequenze che vanno da 10.950 a 11.700 GHz: si tratta della "vecchia" fascia utilizzata dalla maggior parte dei satelliti europei). Questa gamma di ricezione risulta per? insufficiente qualora si utilizzi un convertitore Universale, multibanda. Quasi tutti i moderni ricevitori sono quindi dotati di una gamma di ricezione estesa (da 950 a 2.050 MHz) o, meglio ancora, super-estesa (da 700 a 2.150 MHz), per poter ricevere tutti i satelliti presenti e futuri.


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Che differenza c'è tra la gamma estesa e quella super-estesa?
Un ricevitore dotato di gamma di ricezione estesa (950-2.050), se utilizzato in connessione da un LNB Universale, non ? in grado di ricevere la parte pi? alta della banda Ku (quella compresa tra 12.650 e 12.750 GHz). Viceversa, utilizzando un tuner con capacit? ancora pi? estesa, (da 950 a 2.150 GHz, o da 700 a 2.150 GHz), sar? possibile ricevere l?intera gamma di frequenze.


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Quanti ingressi per LNB deve avere un ricevitore?
La maggior parte dei ricevitori ? dotata di un solo ingresso per LNB. Se si desiderasse utilizzare un secondo convertitore su questi modelli (ad esempio per un impianto dual feed, o per collegare al ricevitore una seconda parabola, o per ricevere sia la banda Ku che la C), sarebbe dunque necessario ricorrere ad un accessorio esterno (eventualmente controllabile dallo stesso ricevitore, con le funzioni di switch di cui parleremo in seguito). I ricevitori dotati di doppio ingresso per LNB sono quindi preferibili, in previsione di future espansioni del proprio impianto di ricezione.

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Quante uscite RCA o SCART deve avere un ricevitore?
Ancora una volta, pi? ce ne sono meglio ?. Quelle indispensabili sono almeno tre, preferibilmente di tipo scart (? il connettore pi? comune su qualsiasi apparecchio video): una per il televisore, una per un decoder esterno e una per il videoregistratore. Quasi tutti i ricevitori (almeno quelli con audio stereo) sono inoltre dotati di uscite RCA per il collegamento ad un impianto hi fi o per quello ad un ulteriore decoder.


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Quali sono i sistemi di controllo per switch esterni di un ricevitore?
Ne esistono di vari tipi. Il pi? versatile ? il protocollo DiSEqC, utilizzato ad esempio nel ricevitore ufficiale Gold Box di Tele+ (Digital Satellite Equipment Control), uno standard che consente di modulare, sullo stesso cavo che collega il ricevitore al convertitore, un segnale destinato al controllo di commutatori, posizionatori o altre periferiche. Grazie al DiSEqC, ad esempio, ? possibile realizzare un sistema multifeed o un impianto motorizzato controllabile attraverso un unico cavo di discesa. Un altro sistema piuttosto diffuso ? basato sul tono a 60 Hz, implementato nei decoder ufficiali Italtel OpenTV di Stream, attraverso il quale ? possibile controllare un commutatore per sistemi Dual Feed. Infine abbiamo il comando a tensione 0/12V, anch'esso utilizzabile ad esempio per gestire l'impianto dual feed, ma che e' piu' problematico da installare necessitando della discesa di un ulteriore cavo per la tensione elettrica, oltre al normale cavo coassiale. I ricevitori con posizionatore integrato, oltre ovviamente alle uscite di controllo per il posizionatore, sono dotati di comandi per polarizzatori meccanici e magnetici. In entrambi i casi, e per? necessario collegare questi accessori attraverso cavi supplementari.

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Cos'è la soglia statica di un ricevitore?
E? la soglia di segnale entro la quale il tuner del ricevitore pu? funzionare: pi? ? bassa questa soglia, misurata in decibel (dB), maggiore sar? la sensibilit? dell?apparecchio e quindi la sua capacit? di ricevere anche segnali debolissimi. Alcuni ricevitori sono dotati di una funzione che consente di estendere la soglia statica, per incrementare la capacit? ricettiva dei segnali pi? deboli.

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Cos'è il sistema Wegener Panda nei ricevitori analogici?
E? uno standard di compressione ed espansione dell?audio stereo utilizzato dalla stragrande maggioranza dei canali sat. Per minimizzare l?introduzione di rumore in fase di trasmissione, l?audio stereo viene compresso. Il circuito Panda del ricevitore provvede a riespanderlo alla forma originaria, mantenendo inalterate le sue caratteristiche. Il sistema ? brevettato dall?industria Wegener. Su molti ricevitori sprovvisti di circuito Wegener Panda originale sono comunque presenti sistemi di decompressione perfettamente compatibili, in grado di fornire le stesse prestazioni.

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